“Nowhere to run” di Martha Reeves & the Vandellas è sempre stata una canzone che ho adorato.
Figlia del periodo d’oro della Motown è una di quelle canzoni che poi è stata rifatta da cani e porci con alterne fortune e infilata in due film altrettanto eccezionali: The Warriors (the so-called “I guerrieri della notte”) e The Commitments.
La parte che preferisco è il passaggio: “When I look in the mirror to comb my hair. I see your face just a-smiling there” ( “quando guardo nello specchio per pettinarmi vedo la tua faccia che sorride”). La trovo un’immagine molto azzeccata e romantica perchè davanti allo specchio a pettinarmi ci ho passato e ci passo tanto tempo, pensando a cose, persone, sorrisi e tanto altro.
Credo che le origini della mia piccola ossessione per i capelli, siano da ricercare in diversi fattori scatenanti:
- Mio padre era perennemente spettinato e anche quando cercava di farlo, la fortuna non lo assisteva. Quindi capitavano giorni dove alcune rose formatesi tra le pieghe di un cuscino, non trovavano la pace dei sensi tra i denti del pettine. Non so perché, ma era una cosa che mi infastidiva parecchio
- Credo nell’ordine delle cose e quindi, pur invidiando i maschi che si alzano al mattino e sono prontissimi nella loro chioma fluente che non necessita di alcun intervento, sono fan dell’utilizzo di pettine, spazzole, mani, gel per dare forma al capello.
- Checché ne dicano i giovani di oggi, pronti a spendere vagonate di soldi tra estetisti, nutrizionisti, personal trainer, massaggiatori … un uomo ha tre modi di curare la propria immagine: vestiti, barba e capelli!
In tenera età ero un piccolo paggetto con la pettinatura a scodella dai capelli morbidi, chiari, diritti come spaghetti… capigliatura che i miei pargoli hanno ereditato in pieno. Fortunatamente per loro però hanno un taglio più attuale e apprezzabile, figlio dell’amore della madre per il brit pop (amore dettato dalla sua gioventù ed esperienze londinesi degli anni novanta, su cui non ho mai indagato eccessivamente essendo io geloso retroattivo).
Ma intorno all’85, in piena cultura pop e in preda alle scosse ormonali del dodicenne, ho abbandonato per sempre la modalità paggetto; Discoring ancora imperversava nei weekend italiani e Deejay Television al ritorno da scuola ci bombardava di bella musica e di belle topolone (credo di aver perso diverse diottrie su Wendy James dei Transivion Vamp e per Patsy Kensit tutt’ora potrei lasciare baracca e burattini, mia moglie ne è conscia). In quel periodo uccisi il mio capello perfettamente liscio con una serie di improbabili acconciature, dettate dalla mia ammirazione musicale per il cantante di turno. Quindi si succedettero in ordine di passione:
- capello a spazzola made in Billy Idol
- improbabile ciuffo a banana by Morrisey (un po’ insieme ad Elvis)
- ciuffo rovesciato da sinistra verso destra, ad imitazione di Martin Kemp (sembravo più Franco Strippoli di 90° minuto)
Poi arrivò fortunatamente il momento della passione rock/punk/metal. Dal punto di vista musicale le cose sembravano evolversi, ma stentavano a decollare dal punto di vista del taglio… per anni sono stato preda della convinzione che i capelli gellatissimi sopra, corti ai lati, e molto lunghi dietro, fossero una pettinatura accettabile e che mi rendesse giustizia.
Ho anche azzardato, all’inizio degli anni 2000, delle ciocche bionde e, successivamente, a rasarmi i capelli a zero; complice la mia corpulenza dei tempi, la rasatura mi valse il soprannome di “soldato palla di lardo”, direttamente da Full Metal Jacket.
Gli anni e la saggezza mi hanno portato ad una maggiore stabilità, anche se complice la mia nuova parrucchiera (mia moglie tra le mura domestiche), sono passato a sperimentazioni dettate dalle serie tv del momento… quindi abbiamo provato un taglio Peaky Blinders, ora sono in versione pettinatissimo/leccatissimo da Avvocato rampante newyorkese alla Suits.
Ma tremate, sto anche guardando tutte le serie di Vikings, tra poco mi vedrete girare per strada con lunga treccia centrale, rasato ai lati, lunga barba, ascia e pelliccia gridando “nel nome di Odinooooooooooo”!

Bravo Matteo
Bravo Matteo