Simple Man – Lynyrd Skynyrd

“…and be a simple kind of man” (sii un uomo semplice), il monito delle mamme di Gary Rossington e Ronnie Van Zant che scrissero questa bellissima canzone.

L’uomo riesce a essere molto semplice (anche troppo) in un miliardo di cose, ma credo dia il meglio di sé nello shopping.

Partiamo con il dire che essendo il mio lavoro legato al reparto moda, risulto essere uomo atipico per alcune cose; la principale è il controllo delle etichette dei capi di abbigliamento alla ricerca di composizioni, simboli di lavaggio e provenienza geografica.

Sotto lo sguardo interdetto, e a volte adirato, di giovani commesse ribalto ogni capo alla ricerca del chilometrico strumento del sapere e loro si sorbiscono le mie reazioni indignate o estasiate, a seconda di quello che evinco.

A parte questo particolare forviante, sono un uomo semplicissimo, la linearità la fa da padrone:

  • Ho bisogno un capo di abbigliamento
  • Entro in un negozio
  • Vedo quello che mi piace
  • Lo provo
  • Lo compro

Gli unici intoppi di tempo sono riferiti alle tagli mancanti per noi uomini corpulenti o il fatto che, sempre per le medesime ragioni, sembro l’omino della Michelin. Per il resto facile, veloce e quasi sempre economico (non potrebbe essere altrimenti date le finanze di casa).

Ora… con sommo dispiacere di mia moglie unico vero problema è che quasi mai ad un capo acquisito per reale esigenza, corrisponde la relativa uscita di quello oramai malconcio. Ciò avviene perlopiù per una questione affettiva nei confronti della maglietta di turno cercando di addurre a possibili utilizzi futuri non di gala (come se fossi tutte le sere a cena con il sultano del Bahrein). Posso dire che la disaffezione a ciò che indossiamo però è uno dei problemi della società moderna, per cui ormai vale sempre il tremebondo concetto “usa e getta”.

Il mio lato omosessuale latente viene fuori solo per le scarpe sneaker, si, le vecchie scarpe da tennis  (mania che ho passato anche ai miei figli), soprattutto per quelle di una marca baffuta che conquistò il mio cuore in tenera età. Se fossi un uomo ricco credo che avrei un locale uguale ad un negozio di Foot Locker.

Mia moglie invece è una donna atipica, quello si era capito. Sono più le cose che butta di quelle che acquista, dice che non ha mai bisogno di nulla e quando acquista qualcosa (rigorosamente in periodo di saldi) noi tre uomini gridiamo al miracolo in stile John Belushi quando viene folgorato dalla luce divina in The Blues Brothers. Non sopporta le scarpe e odia le borse.

Quando la forzo ad entrare in un negozio e le mostro qualcosa che credo le starebbe bene, quasi sempre la risposta è “ma va, non ho bisogno di niente!”, salvo poi tornare a casa e assistere a scene deseritche in puro stile western: se urli nel suo armadio otterrai un perfetto eco tipo finale de Il buono, il brutto e il cattivo.

Lei però è soprattutto nota per dare nuova vita a vecchi capi di abbigliamento di parenti defunti; non per accattonaggio, ma per una vera e propria forma di “tributo” ed affetto, cosa per cui viene continuamente perculata dal sottoscritto che le ha affibbiato anche il soprannome di “Condor”. In realtà comprendo il motivo e lo spirito che la muovono e la trovo una cosa romanticissima.

Io ci provo, ma forse il vero “simple man” di casa è lei!

Dedichiamo questo pezzo a mio zio Renato, grande estimatore dei Lynyrd Skynyrd e alla nostra amata zia Chicca, che di questo nostro piccolo pregettino casalingo era grande fan, assidua lettrice e a volte critica. Un bacio, wherever you may roam!

2 risposte a “Simple Man – Lynyrd Skynyrd”

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