10 gocce di valium

“Voglio domire”, il Vasco nazionale nel lontano 1981 ci lanciava questo grido disperato dettato dalla sua insonnia.

Un problema che non mi ha mai sfiorato, perché a parte quando ero giovane e forte e le ore della vita notturna si divoravano quelle destinate al sonno, io me la sono sempre dormita alla grande. Pur non soffrendo di narcolessia improvvisa, quando decido che è ora di riposare, mi corico, mi giro sul mio fianco preferito in posizione fetale e buonanotte mondo…! Lo so, qualcuno mi ci sta mandando, e sono conscio che se dovessi perdere il sonno, potrei finire in cura psichiatrica nel giro di un mese. Già i miei 4 neuroni lavorano male in condizioni di riposo, se fosse altrimenti sarebbe un disastro cosmico.

Fino al 2002 il mio riposo era davvero perfetto: quando ero studente la siesta post pranzo al ritorno da scuola era un must; mi alzavo sempre molto tardi la domenica mattina e non disdegnavo sonnellini pomeridiani nel weekend. Ma… quando ho conosciuto LEI… tutto è cambiato… LEI è la donna senza sonno! Dorme una media di 4/5 ore per notte quando va bene, al mattino alle 6 è già operativa ed ha il sonno così leggero che se abbaia un cane a 5 km da casa nostra lei si sveglia. LEI sì che soventemente viene colpita da attacchi di narcolessia nell’ora che segue la cena; e come darle torto, in media è sveglia da 15 ore in cui ha gestito modello taxi le esigenze “figliari” di spostamento per scuola e attività varie, ha lavorato, ha fatto la spesa, ha gestito la casa, il bucato e la cena… Lo ammetto tranquillamente, quando penso alla sua giornata sono felice di essere in azienda per 10 ore pensando solo al mio lavoro!

Come dicevo, dunque, non è improbabile vederla “svenire” tra le 21 e le 22; se succedesse a me (e ogni tanto succede!) potrei tirare dritto fino alla sveglia mattutina (al netto delle evacuazioni notturne a cui mi costringe il mio apparato urinario attempato). Ma per lei è diverso: dopo quel breve sonnellino, che varia a seconda dei rumori interni ed esterni alla casa, inizia il suo ping pong con il sonno: accende la sua abat-jour e legge un libro, va sul divano, torna a letto, accende la tv (a volume devo dire sempre molto discreto) e si dedica ad una delle sue maratone Crime (Colombo, CSI, Criminal Minds e Law and Order sono i compagni notturni preferiti, anche se ora ha trovato in Netflix la categoria “senza impegno” e attinge anche da lì). Quindi non è improbabile che quando apro un occhio di notte, durante i miei cambi di postura, trovo lei, alle 3.43 con occhio sbarrato, indaffarata nelle sue attività notturne, che con grande lucidità mi dice “dormi amore, dormi”. E infatti… mi giro e dormo. Quando crolla e la sento finalmente godere del riposo dei giusti si è oramai prossimi alla sveglia che, siccome deve consentirle un lasso di tempo adeguato per procedere con calma alle 2 ore destinate alla colazione, è praticamente la sveglia biologica di una ottantottenne. Quando mi alzo io, che in puro stile fantozziano procedo alle funzioni di toilettatura e vestizione in 8 minuti prima di salutare e volteggiare fuori dalla porta, lei è già in movimento dal almeno un’ora.

Io non ho la più pallida idea di come si possa sopravvivere con questi tempi risicati di riposo, spero che ce l’abbia lei perché a volte temo che possa svenire e restare in stato comatoso per settimane. Ad ogni modo, a mia moglie e a tutti voi là fuori che passate le notti in bianco e trovate comunque la forza di affrontare la giornata, va tutta la mia ammirazione…. Vi considero dei veri e propri eroi!

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