You like potato and I like potahto

HARUKI MURAKAMI, uno dei miei autori preferiti, diceSono uno di quelli che per capire le cose, ha assolutamente bisogno di scriverle. Ecco perché ho pensato a questo blog: per capire come faccio a stare ancora con mio marito dopo 17 anni, di cui 13 di matrimonio e 15 di convivenza. Lui dice, nel suo primo pezzo (che ovviamente ho sbirciato prima di iniziare a scrivere questa premessa) …cito: ”è una sorta di terapia di coppia NON NECESSARIA”. Io, al contrario, credo che un po’ di terapia ci farebbe bene e farebbe sempre bene a tutti. L’idea sarebbe quella di decidere un argomento e scrivere ognuno il suo pezzo per vedere cosa salta fuori, al momento del confronto.

Io, solo per questa volta, ho spiato prima quello che ha scritto lui… Avevo un po’ il blocco della pagina bianca, dovevo trovare un’ispirazione. E per fortuna l’ho fatto, perché avrei da fare alcune precisazioni!

Prima di tutto, non è esatto dire che ci siamo conosciuti su una chat (era un segreto, potrei mollarlo per questo); diciamo che il destino ha voluto che ci incontrassimo, dopo anni in cui, a nostra insaputa, eravamo abbonati all’Inter a pochi gradini di distanza. Per la precisione, lui ha approfittato di un mio momento di vulnerabilità, attirando la mia attenzione e stordendomi con un paio di mignon di grappa di pessima qualità. Dopotutto, quello era l’ennesimo periodo di blackout della mia squadra del cuore e dovevamo pur distrarci con qualcosa durante la partita. Confermo, invece, l‘esistenza di due pargoli di 11 e 7 anni, frutto di quell’incontro di distillati e amore. Chissà dove sarei ora se avessi tifato il Milan o l’Atalanta… Forse avrei incontrato un riccone e vivrei nel mio attico di Manhattan, ma probabilmente sarei stata tanto infelice…. Vuoi mettere vivere in una delle zone paesaggisticamente più tristi del mondo e avere un mutuo e le rate della macchina?

Precisazione numero due: il giorno in cui diventeremo tanto ricchi da scappare da qui, sarà la nostra fine, perché non mi trasferirò mai in Texas, in mezzo a dei razzisti e alcolizzati. Questo è il motivo per cui non completo mai i miei lavori: non voglio mettere a rischio la coppia, non è assolutamente questione di pigrizia o autostima. New York vs. Texas: non può funzionare.

Terza puntualizzazione: la Contrada è una sua passione, io mi sono lasciata coinvolgere altrimenti avrei dovuto subirla!

Tornando al discorso della terapia di coppia: mettendo i nostri pensieri nero su bianco, proveremo ad analizzare ironicamente come riusciamo a incastrare le nostre personalità antitetiche, perché questo siamo: lui la primavera e gli alberi in fiore, io l’autunno e la nebbia. Lui è la prosa e io la poesia. Lui la ridente campagna con poche persone che si conoscono tutte, io la metropoli, piena di gente che non sa il mio nome. Lui il Negroni, io il Margarida. Si dice troppo spesso che “gli opposti si attraggono”, ma, ammettiamolo, non è proprio vero, perché, si, l’amore è alla base, ma non basta; dipende molto anche da quanto ci si vuole impegnare, dallo spirito di sacrificio, dal ragionamento sui compromessi, dalla capacità di mettersi sempre in discussione e indossare i panni dell’altro. Mi viene in mente una vecchia canzone (che propongo qui in versione Fitzgerald/Armstrong), che riassume perfettamente il concetto e dice: ‘You like potato and I like potahto… You like tomato and I like tomahto if you like pajamas and I like pajahmas, I’ll wear pajamas and give up pajahmas, for we know we need each other’.

Questa citazione, introduce l’argomento clou, filo conduttore del blog e della nostra vita: la musica, la cosa che più ci lega… e ci salva… e ci fa dialogare e ridere e discutere e riappacificare. Da anni, ci mandiamo dediche giornaliere (solitamente sono canzoni, ma spaziamo anche in libri e film), a seconda del nostro umore o degli argomenti di cui parliamo, ci inviamo brani per riappacificarci, per chiederci scusa, per incoraggiarci e darci consigli, per fanculizzarci in modo elegante o semplicemente per dirci che ci stiamo pensando. Non si tratta di una smanceria da coppietta sciubidubidu, né della nostra maniera di essere romantici; è il nostro modo di comunicare, attraverso la nostra più grande passione. Il giorno in cui smetteremo di parlarci con le canzoni, inizierò a preoccuparmi per noi. Fino ad allora vado avanti tranquilla, certa che troveremo sempre la battuta con cui sdrammatizzare (non viviamo senza ironia), la partita su cui piangere e soprattutto, la canzone da cantare insieme, che formerà la colonna sonora della nostra famiglia.

 Ecco, dunque, a voi il nostro FAMILY SOUND.

Buon ascolto.

Let’s Call the Whole Thing Off – Ella Fitzgerald & Louis Armstrong

Una risposta a “You like potato and I like potahto”

  1. Eccola qui…. per anni non ti sento e poi.. ti leggo e mi fai piangere e ridere…. bentrovata!!! ❤
    P.s. vediamo se potete fare voi da terapia di coppia….. che serve a tutti!! 😘

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