Bubbles

“Il mondo è a pezzi e i pezzi siamo noi”, cantava il buon Piero. Eh già, siamo così conciati che non possiamo nemmeno godere della musica live che riempie le estati e ci regala momenti in cui, per qualche ora, ci sentiamo tutti chiusi in un mondo magico. Beh, possiamo solo batterci un pugno sul petto e tirare fuori il classico “mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa” (anche se credo che la riflessione su se stessi sia oramai passata di moda) … Perché, ammettiamolo, se quest’estate non possiamo assembrarci sotto un palco, è anche un po’ colpa nostra. Si pensa solo a come andare sempre più veloci o a come essere più tecnologicamente avanzati; la smania di potere regna, la gente non smette di ammazzarsi, l’indifferenza trionfa, il diverso fa ancora paura, il mondo brucia, l’aria non si respira, la natura viene depredata… Ma come diceva qualcuno “Dio perdona sempre, noi qualche volta, la natura mai” e ora ci  sta sbattendo in faccia (e nel naso) tutta la m**** che le abbiamo riversato addosso in questi anni e mo’ ci ritroviamo a dover correre per cercare l’antidoto a questo virus, nella speranza di poter tornare alla vita di prima.

Il mondo è a pezzi e i pezzi siamo noi. E in pezzi è andato il nostro desiderio familiare che il Babbo biancorosso aveva realizzato lo scorso Natale, su richiesta dei bambini: 4 biglietti per vedere il concertone di KORN+SYSYEM OF A DOWN; il pensiero dell’evento aveva scaldato il nostro inverno, eravamo già gasatissimi e poi il virus incoronato ha interrotto il nostro conto alla rovescia.

La delusione di dover rimandare di un anno i concerti che attendevamo con tanta trepidazione, è stata cocente come l’asfalto su cui appoggiamo i culetti in attesa dei nostri beniamini. Personalmente, venderei un anno del mio tempo agli Uomini Grigi pur di essere catapultata nel 2021 e iniziare a preparare lo zaino CAPETTINI dei concerti. Ma, ahimè, il tempo è un bene così prezioso, che non si vende e non si compra, nemmeno con un milionedidddolari. Non ci resta che mettere da parte la tristezza, armarci di pazienza e prepararci ad esplodere, l’estate prossima, come vulcani quiescenti. Forse, mondo permettendo, apprezzeremo ancora di più quella stretta allo stomaco che ci prende quando partono le prime note e tutte le brutture sembrano sparire e non vorresti essere in nessun altro posto al mondo. Forse canteremo ancora più forte e ci daranno meno fastidio i corpi sudaticci che inevitabilmente ci si strusciano addosso. Può essere che mi daranno meno noia anche le coppiette che limonano per tre quarti di concerto (ok il Peace and Love, però porca miseria, sarebbe possibile rimandare il limonaggio duro alla fine della performance?). E chissà, magari ci saranno meno idioti col telefono per aria tutto il tempo, che immortalano il momento nella scatoletta invece che nel cuore e nella testa. Beh, sapete cosa vi dico? Io inizio già a preparare lo zaino! Come sempre, ci metterò dentro dei sani panini imbottiti di prosciutto ed energia, per affrontare in forze la giornata. Aggiungerò poi le bottigliette in cui travaserò birra ghiacciata e gioia (corredate degli immancabili tappi nascosti nelle scarpe, per ritapparle e non fare evaporare il buonumore). Ci metteremo dentro i nostri giochi di carte per far passare il tempo e distribuire allegria. Non mancherà il nostro stick antizanzare, da spalmare per rendere meno antipatici anche quegli odiosi insettini. E come sempre, porterò le bolle di sapone, mie fedeli dispensatrici di sorrisi, che soffierò qua e là durante il giorno; adoro seguire il loro breve viaggio e osservare le espressioni di meraviglia di gente di qualsiasi età, quando si accorge di essere circondata da quelle sferette gentili che riflettono il cielo. Ecco fatto, lo zaino è pronto. Noi pure. Per quest’estate va così: teniamo duro, alziamo il volume delle casse di casa, chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere ovunque vogliamo, perché il buon Piero cantava anche “la musica fa… viaggiare senza partire”.

Ps: Caro Babbo Natale, la letterina di quest’anno è già pronta: i biglietti del concerto dei Foo Fighters; visto che quest’estate riposiamo, siamo pronti ad affrontare due concertoni in 3 giorni il prossimo anno!

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