Canzone dei 12 mesi – Francesco Guccini. “Ben venga maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera…”
Avrò modo prossimamente di tediarvi sul perché maggio sia il mio mese preferito, ma per il momento voglio fare outing su una cosa super lineare: sono il classico uomo della strada che ama la primavera.
Facile no? I primi boccioli, i primi colori, la rinascita della natura…. I primi caldi, le giornate che si allungano, i profumi, le prime grigliate (menzogna, si griglia tutto l’anno), le giornate iniziano ad allungarsi!! Io, per esempio, una cosa che proprio non reggo dell’inverno e dell’ora solare è il buio. In stile puramente fantozziano, esco alle 7,15 di casa per recarmi al lavoro con il buio e d’inverno mi uccide proprio l’idea che quando uscirò dall’ufficio la condizione sarà la medesima. Infatti, anche la mia carriera di metallaro non si è mai spinta oltre Ozzy Osbourne, e pure il fatto che fosse “Il principe delle tenebre” mi stava un po’ sulle palle; inoltre tutta quella parte di death metal con le sue ambientazioni lugubri, filo sataniste, candele e tapparelle abbassate, la parte cantata come se uno avesse delle coliche mi hanno sempre annoiato!
Io, insomma sono un gigione innamorato della stagione in cui tutto rinasce; e non disprezzo nemmeno l’estate, nonostante l’eccessiva sudorazione da uomo corpulento. Con l’avvento dell’ora legale rinasco: esco fischiettando al mattino come se andassi in gita con gli amici e rientro danzando come Roberto Bolle (credo di poter affermare, senza falsa modestia, che ci accomuni il fisico statuario ed un’ugual leggiadria); la luce è vita… E’ parte fondamentale della nostra esistenza, anche quella artificiale, che salva i nostri mignoli dai comodini quando la prostata di uomini di mezza età comincia a interrompere i nostri sogni.
Anche la mia selezione musicale cambia con l’avvento delle stagioni preferite, posso persino abbandonarmi agli Abba saltellando come un qualsiasi discomusic addicted anni 70, apprezzo di più la birra, che complice il clima mite, trasuda dai miei pori e non devo correre in bagno ogni 7 secondi! Insomma VIVA LA PRIMAVERA e viva l’estate. Posso anche far passare l’inizio dell’autunno, quando ancora non serve il cappotto e alla fine di una bella giornata di sole, posso gustarmi sul balcone un buon vino all’imbrunire, senza che si congeli o che sia buio pesto.
Ok, dai, ho reso abbastanza l’idea no? A chi non piace la primavera e le giornate in cui il sole tramonta alle 21?….Eh ma è qui che arriva il bello…Perchè qui entra in gioco lei, la donna decadente (in senso artistico, non mi permetterei mai di scriverlo in altro senso); lei è la signora della pioggia, lei rinasce con la pioggia, datele un venerdì di pioggia (non dite niente, si accettano solo degli psicologi certificati) e avrete una donna che alle 7 del mattino imburra fette biscottate, spreme arance, prepara un buffet da Grand Hotel, mentre si fa la piega, prepara i figli e magari si dipinge anche le unghie… sfoggiando un sorriso da panoramica e canticchiando “ I love the raaaaaaaaaaaaaain” , dei Cult.
Lei ama il freddo pungente, la nebbia; il buio e la pioggia sono condizioni che modificano davvero i suoi stati emotivi… in positivo!!! Da anni prova a convincermi che il suo corpo e la sua mente necessitano della pioggia… e forse mi sta convincendo, perché in lunghi periodi di siccità, non rari in questi ultimi anni, si inaridisce leggggermente dal punto di vista psicofisico.
Nulla di patologico o insopportabile, anzi devo dire che apprezzo il fatto che lei, l’ABBA mood, lo abbia quasi sempre, in fondo. Ah ma davanti una sera tenebrosa e un rumoroso temporale diventa addirittura raggiante, canta, inventa balletti mentre cucina, addobba la tavola a tema, non smette di parlare e la sua selezione musicale corrisponde alla mia delle giornate di sole. Lei sotto il nubifragio saltella sulle note di “Shiny happy people” e se non si vede una nuvola per 7 giorni di fila, cala la tapparella e si strugge con … non so… “Love is a losing game” o … si mette un film di Tim Burton, giusto per ritrovare, almeno nello schermo, i colori che adora.
I nostri ragazzi assistono un po’ impotenti, ma sempre divertiti a questi genitori che Dio gli ha rifilato: un leggiadrissimo papà che volteggia per casa con in sottofondo “Run to the hills” nelle tiepide serate primaverili e una mamma che in quelle buie e piovose invernali, in versione Gene Kelly, allegra “canta sotto la pioggia”. Loro sorridono, si guardano complici e si portano un indice roteante alla tempia.

Era un po’ che si latitava su queste pagine, bentornati!
Guccini😍😍😍
Tra l’altro l’inizio sembra un pezzo metal, tipo dei Metallica!