Signore e signori della giuria, non vi chiederò di assolvermi dalle accuse mossemi dal mio coniuge. E non sono qui ora, davanti a voi, a proclamare la mia innocenza. No, signori! Le argomentazioni presentate della pubblica accusa sono state spiacevoli da ascoltare, ma corrispondono alla verità. Ho un pessimo rapporto con qualsiasi aggeggio viva di carica elettrica e con le loro batterie; e vi dirò di più: posso ingarbugliare con lo sguardo qualsiasi tipo di cavo, rendendolo quasi inutilizzabile….
Ma Vostro Onore e giurati, vorrei invitarvi a una riflessione, non per scagionarmi, ma per dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che il qui presente marito non è esente da colpe, in termini di rintracciabilità telefonica: non è forse vero che uno smartphone completamente scarico ha la stessa utilità di un altro carico al 100% ma perennemente senza suoneria? NON E’ FORSE VERO CHE UNA CHIAMATA AL MIO UAUEI MORTO E’ ESATTAMENTE UGUALE A UNA CHIAMATA AL SUO BLEKVIU’ IN MODALITA’ SILENZIOSA H24/7, a cui raramente l’esimio collega risponde al momento del bisogno?
Questo è tutto ciò che ho da dire sull’argomento.
Verdetto: direi che ci meritiamo entrambi di essere puniti con questa canzone.
