C’è da parlare dell’ironia. E qui gioco facile, in realtà perché sono proprio la simpatia fatta persona… cioè mi viene proprio naturale la battuta, la gag, il suscitare l’ilarità altrui.
Tra le mura domestiche, incurante degli sguardi in cagnesco di mia moglie (in realtà assolutamente finti, lo so che lei è sempre divertita) ci sono gag che sono dei capisaldi ormai dell’allegria di casa, e che quindi ripropongo da anni con regolarità quasi quotidiana.Presumo che la ripetitività delle mie battute e dei miei sapidi sketches siano figli degli anni ottanta e di certi programmi Tv. Mi ammazzavo dal ridere tutte le volte in cui vedevo Benny Hill riempire di schiaffetti la pelata della sua “spalla”. Uno humor molto inglese, che mi sono sempre chiesto se fosse particolarmente ricercato o particolarmente destinato a menti semplici e dato che si parla di me, propendo fortemente per la seconda ipotesi (grande autoironia, eh?).
Ironia e figli: mi piace tormentarli un po’, altrimenti cosa li ho fatti a fare? Per esempio quando ci posizioniamo dopo cena davanti alla tv per vedere qualcosa tutti assieme, dopo un quarto d’ora scarso di visione, annuncio con voce solenne e stridente : “aaaaaaaaa leeeeettooooooooo!!” suscitando le proteste di entrambi. Tempo fa si lamentavano perché pensavano che li stessi cacciando a letto davvero, ora lo fanno perché non mi sopportano più (ma so che è un rituale che adorano). Oppure quando metto a letto il piccolo per la buone notte mi piace cercare di fargli solletico e scoprigli la pancia su cui fare rumorose pernacchie; lui si arrabbia un sacco, chiama mamma in soccorso, la quale minaccia di non fare “ciùciùciù” se non smetto all’istante. Minaccia poco efficace….. tanto…… Oppure do spiegazioni strampalate ai loro quesiti o rispondo con perentori “NO!” a qualsiasi loro richiesta, dalla risposta palesemente affermativa. Ahh…Mi piace non farli mai vincere a nulla, e soprattutto condire le loro sconfitte con scene e battute degne del peggior bambino dell’asilo (tipo, gnegnegne, ahahahaha, ma chi sono? Etc)
Per quanto riguarda la mogliettina, ho una gamma molto vasta nel mio repertorio; tutto davvero spassoso devo dire, sicuramente per me e vorrei raccontarli in elenco, con solennità:
- Schiacciata di vescica: come noi tutti sappiamo, il primo pensiero del risveglio è la gita verso il bagno per espletare funzioni fisiologiche. Beh io cerco di accelerare tale processo della consorte premendole la vescica. Esilarante, no?
- Propinazione di orari assolutamente fasulli: “Amore, muoviamoci, sono le 12,30, dovevamo già essere a casa di mia madre”. Ora reale: 11,20. Dai, troppo forte!
- Un detto dei nostri avi diceva “a domanda mal posta non si deve risposta” ; io l’ho liberamente reinterpretato in “a domanda ovvia, risposta da pirla”. Esempio: “amore vai in palestra?” vedendomi uscire con la borsa, “no, vado a sciare”. Ahahahah muoio.
- Grattini. Alzi la mano la donna che non ama i grattini! Io cerco di farli al mio amore in ogni occasione, non ci credo che le danno fastidio. So che la sua incazzatura è una gag.
- Alla domanda con occhi da gatto con gli stivali di mia moglie “mi ami?” … io rispondo fieramente sempre “MAIEMI” citando una vecchia campagna pubblicitaria della Tim, giustamente dimenticata da tutti (ma non da me). Divertentissimo.
Comunque, una cosa in cui mi sono proprio specializzato in questi anni e che diverte sempre tutti a casa, è la mia abilità nel modificare le liriche delle canzoni infilando sempre la frase “mi gratta il bus del cùl”. Un po’ come mia moglie dice che la parola “c**zo” è sempre quella giusta al gioco finale dell’Eredità, io penso che il verso “mi gratta il bus del cùl” sia metricamente perfetto per qualsiasi strofa o ritornello e trovo sempre la giusta intonazione con cui cantarlo e il giusto punto in cui infilarlo. Mia moglie mi viene dietro bene con le sue minc**te. I ragazzi a volte ridono, a volte hanno espressioni perplesse. Tzè, ne riparliamo quando diventeranno famosi parolieri grazie a mamma e papà.
….. più scrivo più mi rendo conto che forse la mia ironia è più una sindrome dello scassacoglioni… ma finché i figli non cresceranno abbastanza per menarmi, o mia moglie non deciderà di farmi fuori, io persevererò imperterrito, perché i grandi Bestie Boys ce lo insegnarono quando eravamo poco più che pupi… Bisogna lottare per il proprio diritto a fare festa… e divertirsi!
