Qualche settimana fa abbiamo rivisto BENVENUTI AL SUD ed è stata una tragedia. Ad agosto avremmo dovuto tornare proprio lì, nel nostro adorato Cilento. E invece…. “Quando vai al sud piangi due volte, quando arrivi e quanto parti” si dice nel film… e a questo punto aggiungerei anche “e quando devi annullare”.
Sosta di un paio di giorni sul lago di Bracciano, annullata. Visita della Reggia di Caserta con pernottamento, annullata. Gita a Pompei, annullata. Mare a Santa Maria di Castellabate, annullata. Proprio quest’anno che mi sono lasciata convincere a prenotare le vacanze praticamente il giorno dei morti. Eh si, ci piace portarci avanti. Papà ci tiene particolarmente ad anticipare i tempi…
Succede che sono in doccia in compagnia di Paolo Nutini e cerco di togliere con uno scrub non troppo delicato i resti della tintarella di appena tre mesi prima e mio marito entra in bagno dicendo “stasera ci mettiamo al PC e prenotiamo le vacanze!”. Se non fosse per il fatto che non possiamo permettercelo, penserei che sta parlando della settimana bianca! E invece no, si riferisce proprio alle vacanze del prossimo agosto! Io, fino a qualche anno fa, mi rifiutavo di farlo almeno fino a primavera, però mi sono resa conto che effettivamente, avendo spesso la possibilità di cancellare gratuitamente la prenotazione, forse non ha tutti i torti a volersi muovere così in anticipo: c’è una vastissima scelta a prezzi abbordabili. Non nascondo che, quando clicco su Prenota e ancora non è arrivato Natale, mi viene un po’ di angoscia, ma poi vengo tranquillizzata dalle amiche che invidiano questo spirito organizzativo di mio marito, mentre il loro, a maggio, ancora non ha chiesto in ufficio quando potrà andare in vacanza.
Vabbè, ad ogni modo, dopo aver sbattuto diverse volte la testa contro il box doccia, faccio un bel respiro, mi metto l’accappatoio, abbasso la musica, placo l’ugola e rispondo “BENE! DOVE SI VA?”. A quel punto inizia la ricerca. Ipotizziamo luoghi (tendenzialmente verso il nostro amato sud), verifichiamo distanze chilometriche, individuiamo regione e provincia e poi parte lo “smanettaggio” su booking, che ormai ci conosce da un decennio e ci propone i filtri in automatico. Dopo 10 minuti lui ne ha visti due e mi dice: “FANTASTICI, è deciso; uno di questi due”. Io non spreco molte parole e fissando lo schermo rispondo “NO”. Risposta breve, ma perentoria. Visto che siamo abbastanza in anticipo, possiamo almeno darci qualche giorno per guardare meglio e ponderare la scelta? Comunque, giorno più giorno meno, all’Immacolata l’argomento vacanze estive è sistemato.
Agosto arriva, ed è ora di organizzarsi per la partenza. Io cerco spiagge da esplorare e località da visitare e il Capettini studia i relativi percorsi, con tanto di verifica di parcheggio nelle zone prescelte (non siamo da bagno organizzato. Intanto che siamo giovani, preferiamo esplorare una spiaggia ogni giorno). Una volta organizzati i percorsi, passiamo ai bagagli, onere di mia competenza. Siamo diventati davvero bravissimi a ridurre il trasloco estivo al minimo indispensabile: dopotutto, stiamo andando al MARE, cosa caspita ci si dovrà mai portare dietro in una vacanza le cui parole d’ordine dovrebbero essere RELAX e FAMIGLIA?!? In una valigia di medie dimensioni ci faccio stare i vestiti di tutti, compresa la biancheria da bagno, giusto un minimo, visto che solitamente è compresa. Poi preparo borsone per la spiaggia, con relativo mini beauty dei solari (TRANNE LA PROTEZIONE PER LE LABBRA super fichissima da mille dollari; quella se la cuce addosso Matteo perché la applica scrupolosamente ogni mezz’ora, da aprile a ottobre, da quando 15 anni fa a Maiorca gli venne un herpes che gli copriva mezza faccia e guarì solo dopo un mese. Noi ormai lo chiamiamo LABELLOSAN, perché spalma lo stick, come KarateKid dà la cera). I figli si porteranno uno zainetto con giochi, musica e libri. In un piccolo trolley, diviso in due scomparti, ci infiliamo calzature a destra e beauty a sinistra. Fine. Ringrazio pubblicamente mio marito per avere negli anni ridotto il numero di magliette a 7 per 14 giorni, invece di 15. La cosa però davvero fondamentale per noi, quella a cui mai rinunceremmo quando andiamo al mare, è il nostro adorato GAZEBO 3X3 AD APERTURA RAPIDA, che ci rende i re della spiaggia libera in 10 minuti al massimo. Fino a 15 anni fa per me non esisteva altro che la spiaggia attrezzata; ora il pensiero di avere sdraiati accanto a me degli sconosciuti, a due metri di distanza, mi mette l’ansia! Magari poi sta gente dopo qualche giorno vuole pure interagire! Per carità!! Lo scorso anno ci siamo concessi il bagno attrezzato il primo giorno di vacanza, in prima fila… Marco si è messo sul lettino e ha giocato un’ora con il parasole della sdraio, entusiasta, come se fosse l’invenzione del secolo, povero piccolo Amish. Riccardo dopo due ore ci pregava di andarcene e montare il nostro pergolato! Era infastidito dai bimbi dell’ombrellone accanto che si erano appiccicati a lui e al fratello, mentre facevano una partita a carte, tanto che quando i due piccoli sconosciuti hanno chiesto di unirsi al gioco, il mio primogenito ha risposto “mi spiace bambino, era l’ultima partita”. La risposta mi ha davvero inorgoglita e alle 9 del mattino seguente, la veranda era montata nella spiaggia libera, sotto gli occhi sempre attoniti degli altri bagnanti. Al mattino quando arriviamo, al mio grido “ognuno prenda il suo angolo” (il gazebo si apre in un attimo, se ognuno di noi tira il suo “palo”, un po’ la metafora della nostra vita familiare), tutti i presenti fingono di passeggiare per assistere alle operazioni di apertura e fissaggio. Una volta installato, nessuno osa piantare il suo ombrellone o stendere il suo telo a meno di 3 o 4 metri e noi restiamo sereni nella nostra pseudo solitudine. Forse siamo un poco orsi e antipatici, ma lasciateci in pace almeno in vacanza! Per i sorrisi di circostanza e i convenevoli, c’è tutto dell’anno!
La giornata al mare, in qualsiasi spiaggia ci si fermi, trascorre più o meno sempre allo stesso modo. Si va in spiaggia presto con tutto ciò che occorre per tirar sera: borsa frigo con pranzo serio (e quando dico serio intendo che è stato approvato dalla mia cara amica calabrese), tanta frutta, birrette ed eventuale boccia di vino qualora decidessimo di fermarci a cena, vettovaglie e sacchetti per la spazzatura. Passeggiamo, giochiamo a calcio (più loro che sono maschi, lasciatemi le caviglie…e i miei libri ehehe); si nuota, si fa snorkeling, facciamo scherzetti ai bagnanti (questo io, metto finti ragni in riva al mare e guardo la gente che si spaventa: esilarante; mio marito mi sta lontano fingendo di non conoscermi). Dopo pranzo, due passi per il caffè, poi sempre un paio d’ore (scarse) obbligatorie all’ombra: riposo, pennichella, lettura, enigmistica, musica… per finire con sculture di sabbia e di nuovo il resto. Nel tardo pomeriggio si raccatta tutto e si torna alla base. Io mi doccio per prima, così preparo aperitivo e cena mentre si lavano loro. Qualche volta si esce anche, adoriamo le sagre di paese, dove siamo sempre i primi ad arrivare (avevate dubbi?) altrimenti… Sapete la coda che si forma in quei posti dal cibo meraviglioso!
Diciamolo: grazie a mio marito che ha la mania di prenotare presto, riusciamo sempre a trovare appartamenti alla nostra portata, con giardino e vista mare da goderci tutte le sere e nessuno ha mai voglia di mettersi in ghingheri per fare chissà che (non posso credere che non vedrò quei tramonti sul Golfo di Salerno che tanto mi hanno commossa due anni fa. Acciaroli, aspettaci!). Quando ci ricapita, durante l’anno, di poter passare serate in pareo a giocare, chiacchierare e cantare, noi quattro, senza pensare a nulla? So che insieme staremmo bene anche in un villaggio, serviti e riveriti (soprattutto io per la colazione), però intanto questo è il nostro ideale di vacanza, famiglia e libertà. E quindi, a cosa mi servono i vestiti da sera? L’importante è avere la protezione per le labbra! THE SUN AND THE SAND AND A DRINK IN MY HAND WITH NO BOTTOM… NO SHOES, NO SHIRTS AND NO PROBLEMS… ALMENO IN VACANZA!!
