Il Margarida è solo col sale

Dedicheremo i primi capitoli all’approfondimento di qualche tema citato nelle nostre premesse, giusto per presentarci meglio. E quale modo migliore di rompere il ghiaccio, se non parlando dei nostri brindisi casalinghi?

Questa volta inizio io perché non so cosa abbia intenzione di svelare mio marito su di me ed è meglio che metta le mani avanti. Confesso che è assolutamente vero che la sera del nostro matrimonio sono svenuta, ma non ero in coma etilico; ero solo molto, molto, molto stanca…. Mi rivolgo a voi, ragazze che siete state spose e che capirete sicuramente di cosa sto parlando: svegliarsi alla 5 del mattino sul divano, senza l’abito, con la fede al dito come unico indizio di essere diventata sua moglie, capita a tutte, no? La stanchezza e il calo di tensione fanno davvero brutti scherzi!

Comunque, ciò che seguirà non vuole essere un’esaltazione dell’etilismo e neanche vorremmo passare per gli avvinazzati di turno, ciò non toglie che vino, birra & Co. sono parte imprescindibile del nostro quotidiano, pur sempre senza esagerare. Siamo persone equilibrate e abbiamo persino delle regole non scritte sul tema.

La regola sulla scelta dell’alcol in base al menù, che di certo non abbiamo inventato noi, è sacrosanta e non vi è motivo di approfondirla.

La seconda regola riguarda la mescita del vino: il livello di liquido versato nei rispettivi bicchieri, deve essere assolutamente identico. Non siamo arrivati ancora al bicchiere graduato, ma ci avvaliamo di due rispettabilissimi giudici super partes, i nostri figli, che controllano che papà abbia versato la stessa quantità di vino a lui e a mamma (il maritino tende a fregarmi). Personalmente, quando si tratta di vino di un certo livello, se dovessi allontanarmi da tavola durante il pasto, per incipriarmi il naso, porto il bicchiere in bagno con me. Non si sa mai. Inoltre, è assolutamente vietato versarsi altro vino se il coniuge non ha svuotato completamente il bicchiere.

A seguire, le direttive sul budget, soprattutto perché questi tempi lavorativamente non felici, ci impongono importanti riflessioni sul rapporto qualità prezzo. Questo è uno dei motivi per cui evito a mio marito di frequentare supermercati o enoteche da solo. Lui non bada molto al prezzo, oooohh siii guarda le offerte, ma un amarone da 60 euro, anche scontato del  50%, ne costa pur sempre 30. Oppure si lascia ammaliare  dagli elogi dell’esperto enologo di corsia, che fino al giorno prima aggiustava frigoriferi e compra senza nemmeno guardare il prezzo (e scrocca l’assaggio). Ecco uno dei motivi per cui la spesa la facciamo insieme e la scena è sempre la stessa. Lui solitamente passeggia nella corsia alcolica, mentre io sono in coda al banco. Quando riprendo in mano il carrello per posare il prosciutto, sbucano delle bottiglie che poco prima non c’erano. Io lo guardo, senza dire nulla perché sa già cosa sto per chiedergli…e lui dice ‘Era in offerta a dfdsgsdcb e novantanove’. Il suo bofonchiare è la conferma che ha preso un vino fuori capitolato. E finisce che alcune volte lo prendiamo e… molte altre no.

Devo dire che su questo argomento ci troviamo abbastanza in linea su tutti i fronti. Tranne che per l’effetto sbronza, lì siamo completamente diversi. Siccome siamo grandi e maturi, capita ormai raramente di lasciarsi andare e mbriacarsi nel vero senso della parola… e comunque accade per lo più durante cenette casalinghe, di coppia o tra amici. Ma in gioventù, dopo una serata da monelli, ci ritrovavamo a fine bagordi in una situazione piuttosto surreale: io abbracciata a 10 persone (non necessariamente conosciute) che avevo invitato a casa nostra per una spaghettata notturna… metà delle quali avevano appena litigato col mio facinoroso marito. Fortunatamente il lieto fine aveva la meglio… quasi sempre.

Non siamo alcol dipendenti, questo vizietto è un altro dei nostri modi di darci attenzioni e rilassarci insieme. Io adoro preparargli un Negroni quando ha avuto una giornataccia, lui mi porta un bicchiere di prosecco mentre giro il riso; io gli faccio la scorta di birre per il Superbowl e lui va a prendermi una birra quando non mi schiodo dalla TV durante una partita dell’Inter.

Ogni tanto, dopo aver messo gli sgorbi a nanna, ci coccoliamo sul divano con un bicchierino di Porto o di grappa… un cioccolatino, ci mettiamo la musica e poi… ci diamo la buonanotte… ‘cause we find ourselves in the same all mess, singing drunken lullabies’

Ps: a tutti quelli che mi chiedono “Il Margarida lo vuole col sale?”, vorrei rispondere citando una storica battuta del colonnello Nathan Jessep (e relativa espressione poco distesa): “NE ESISTE FORSE D’ ALTRO GENERE?”

Una risposta a “Il Margarida è solo col sale”

  1. Voi sarete anche equilibrati ma io non sono mai uscito sobrio da casa vostra.
    È perché non reggo o mi riempite il bicchiere di nascosto?

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