Don’t Stand So Close To Me – Police “non starmi così appiccicato”, insomma come direbbero a Milano “sta sü de doss” !!! Canzone simbolo e del momento, e delle nostre vacanze, che ahimè stiamo per annullare, per ovvie ragioni di natura…. Virale.
Fosse per noi i villaggi vacanza non esisterebbero! Sono posti infestati da animazione in ogni dove, con persone pronte a studiare tutta la settimana per la recita di fine settimana, di papà pronti a vestirsi da donna, di giochi aperitivo (per me l’aperitivo è già un bellissimo gioco di suo) e di karaoke di canzoni che si cantano solo ai matrimoni (miiiii.. cherridere come direbbe l’amico Max Pisu) .
Brulica inoltre di un’altra forma pericolosissima di individui: quelli che devono fare amicizia in vacanza. Ora io sono l’uomo più di compagnia del mondo e Chiara non è da meno; siamo sempre ben disposti verso il prossimo, sempre gentili, accomodanti e sempre con una battuta di spirito e un sorriso per tutti. MA IN VACANZA TUTTO SI DEVE FERMARE LI’! Sempre quello che si vuole vestire da donna, ti chiede se vuoi fare l’escursione con lui, ti viene a salutare sotto l’ombrellone, ti chiede se vuoi giocare a beach volley alle 14 sotto il sole cocente, ti invia l’animatore per convincerti a fare il tiro alla fune prima di pranzo (potrei uccidere per molto meno).
Ecco, insomma: I Capettini in vacanza sono degli orsi di prima categoria ed è per questo che oramai da qualche anno prediligiamo la vacanza in appartamento: ci evita di condividere gli stessi spazi con i malintenzionati e di gestire al meglio orari, spostamenti… insomma, fare un po’ quello che ci pare.
Nel mio caso anche di farmi tantissimo male, inseguendo vanamente la solita ambita forma fisica (non ho assolutamente idea di quale possa essere, ma io mi ostino ad inseguirla a prescindere); questo implica levate mattutine “da panettiere” per andare a correre. Correre è una cosa che odio profondamente, ma è anche la forma di movimento fisico che causa il più grande dispendio di energia. Oddio, conoscevo un altro modo, ma dopo 14 anni di matrimonio e due figli è più facile andare a correre! Devo dire che saltellare in riva al mare è più motivante che correre nella periferia della pianura padana e comunque quando rientri sei così sfiancato che non hai neanche la forza di mangiare più di tanto per colazione. Ecco, la colazione, l’unica cosa che veramente manca a Chiara dei villaggi organizzati, quella colazione dove parte dal dolce, per passare alla frutta e finire, un’ora dopo, col salato. Io e i bambini attendiamo pazienti che lei, con la flemma dei giusti che deve avere un cristiano in vacanza, divori tutto quello che trova a disposizione. Ah ma poi non pranza eh!
Complice le mie levate atletiche e la sua cronica insonnia, costringiamo costantemente i figli a sveglie degne di una caserma militare (in realtà si svegliano spesso da soli); comunque i piccini incassano sempre senza troppo protestare perché come noi amano arrivare molto preso al mare.
Il nostro arrivo in spiaggia prestissimo (tra le 9 e le 9:30) è visto dagli ancora più mattinieri di noi come la calata deli Unni: arriviamo con andamento ciondolante, vocianti e carichi del pesante fardello che ci permetterà di stare in spiaggia fino a sera; io anche un filo sudaticcio perché per fare l’uomo della denim “che non deve chiedere mai” mi carico come una bestia da soma, cuccandomi anche gli improperi mogliferi, che pretende emancipazione anche nel trasporto merci. Ci posizioniamo, nonostante l’ampia metratura disponibile, sempre nel mezzo, non troppo lontano dal bagnasciuga per evitare ustioni di terzo grado ai piedi, né troppo lontano dalle retrovie dove partono i nostri indiavolati tornei di calcio e di bocce.
E qui parte il montaggio gazebo: ogni componente della famiglia in posizione, ai 4 angoli: 1,2,3 tirare all’unisono, agganciare, alzare. In pochi secondi il nostro personalissimo spazio è posizionato con doppia importantissima funzionalità: stare belli stravaccati tutti all’ombra senza improvvisare tetris umani durante le ore più calde e tenere distanziati possibili scocciatori!
Ora, pur sapendo che un giorno mi mancheranno questi momenti, qui inizia il delirio quotidiano scandito con metodica precisione dai figli: bocce (ne vale la pena solo per osservare Chiara che prima di lanciare, si esibisce in interessanti coreografie degne di Iapino, perché dice che il tiro poi viene meglio) bagni (lei sta a riva col libro), palla, racchettoni, aquilone, pranzo, riposo, o presunto tale, durante le ore bollenti… poi via di nuovo a programma sparso o invertito. Mai abbronzato così tanto come da quando devo stare dietro ai figli in spiaggia, mai neanche avuto troppo il tempo di annoiarmi eh.. Ma un riposino vero? Un po’ di musica sparata nelle orecchie mentre si guarda il mare, anche se sono passate le 16? Io mi sono alzato presto a fare il pane! Ok , non è vero, sono andato ad inseguire effimeri sogni di una pancia piatta che mai avrò, ma vorrei ogni tanto abbioccarmi per più di 30 minuti con Serj Tankian ed Axl Roses che mi urlano nelle orecchie, o con un libro spiaccicato sul naso mentre russo!
Per pranzi, merende ed eventualmente aperitivi sulla spiaggia siamo organizzatissimi, non per vantarci ma risultiamo la famiglia Lombarda doc più decorata nel sud Italia. Un giorno nel Salento un signore mi ha avvicinato chiedendoci la provenienza, dopodiché fissandomi dritto negli occhi mi ha detto :”e sti*@#+i, poi avete il coraggio di fare le battute su noi del sud!” … GRAZIEGRAZIE, siamo commossi! Cmq noi ci sentiamo molto del sud inside!
Il ritorno in appartamento a fine giornata, con la pelle cotta dal sole, magari costeggiando il mare su una strada panoramica (il Cilento ci ha rapito il cuore da questo punto di vista), ascoltando e cantando insieme della buona musica, risulta essere la parte più bella della giornata… la più intima. Poi ci si butta sul balcone o il portico della nostra casa (eh si, perché per il figlio piccolo, dopo 5 minuti di perlustrazione e presa di possesso, quella diventa ufficialmente la “nostra” casa) ci si beve un buon aperitivo (ecchecavolo, ho corso stamattina, datemi kcal che giustifichino lo sbattimento), godiamo del tramonto con il sole che si tuffa nel mare, ma chi ci ammazza a noi? Non dobbiamo neanche correre per andare a cena prima che chiuda il ristorante del villaggio!
