High Voltage – AC/DC . Un titolo, una band… un significato: nella vita ci vuole elettricità, non necessariamente ad alto voltaggio, ma sicuramente sempre di più, nel mondo che viviamo si necessita dell’elettricità. Sempre di più la individuiamo come forza motrice per il futuro; le automobili elettriche sono sempre di più realtà consolidata, energia potenzialmente pulita.
In più tutti i dispositivi moderni, di uso quotidiano, sono ricaricabili. Smartphone, pc portatili, tablet, lettori mp3, casse bluetooth, cuffie, batterie portatili. Grande invenzione! Basta spreco di pile e relativa dispersione nell’ambiente… ci stanno chiedendo (a santa ragione) di essere più ecologici, più smart eco minchia frendly, e io sposo a tutto tondo questa causa!
MA…. Ma…. io ho un grosso problema: vivo in una famiglia scarica! Mai fortunatamente dal punto di vista fisico/mentale, bensì nel senso più tecnologico del termine.
Io, che quando vedo la batteria del telefono al 70% comincio ad andare in ansia; io, che alla visione di una spia rossa inizio a sudare freddo; io che all’ascolto del messaggio “battery low, please charge!” (ma perché non parlate in Italiano, malefici?!?!) vengo colto da crisi nervose… ebbene proprio io, vivo un’ esistenza a rincorrere dispositivi da attaccare ad una presa di corrente.
Non è una fissa rispetto al dispositivo in sé, siete qui a leggere di un tizio che ha ancora il lettore cd in macchina, che non vuole buttare via le musicassette della gioventù (pur non avendo un supporto su cui ascoltarle); non combatto a prescindere la tecnologia, anzi, se utile e funzionale, perché combatterla?
MA PERCHE’, perchéééééééééééé, devo essere l’unico a preoccuparmi sempre che tali dispositivi siano quantomeno fruibili?
MA PERCHE’, perchéééééééééééé una batteria di emergenza bellissima, con due prese usb che puoi ricaricare fino a 4 volte due batterie di cellulare non é mai carica????
Io non sono di natura uno che se la prende a male (cioè, non sempre), se non per condizioni particolarmente gravi, ma santa pupazza la batteria scarica mi fa proprio girare i santissimi; chiedo solo un filo di collaborazione, è troppo? Ecco, inizio pure a parlare come mia madre quando mi cazziava a 16 anni, vi rendete conto di come mi turba quest’argomento?
Ma forse aveva ragione il buon Miguel “Lodato sia don Chisciotte! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino.”
Sono l’uomo che controlla il livello di batteria dei vostri dispositivi, scrolla la testa desolato e si avvicina alla scatola, trova alimentatore e filo, e collega il tutto.
Quel piccolo simbolo della ricarica in mezzo alla batteria , identico a quello che si trova tra le lettere AC e DC mi fa stare bene, mi fa venire il sorriso, come un giro di tre accordi di Malcom Young, un assolo rhythm and blues del buon fratello Angus… high voltage, rock and roll.
